venerdì, Dicembre 9, 2022

Molise, scopri la meravigliosa leggenda della Fata di Castropignano

Tra i miti della regione del Molise, c'è la struggente leggenda della fata di Castropignano: scopritela con noi

La regione del Molise è ricca di miti e leggende molto affascinanti. Una di queste è la leggenda della fata di Castropignano. Castropignano è un piccolissimo comune in provincia di Campobasso: conta meno di 1.000 abitanti. Nel comune si trova un imponente castello, il castello d'Evoli, che è situato sulla valle del Biferno. Il castello dovrebbe essere stato costruito dai Normanni, ma il nome lo prende da una famiglia nobile che l'ha abitato per tanto tanto tempo. La famiglia dei D'Evoli, per l'appunto, ha posseduto il castello sin dal XIII secolo e l'ha venduto solo seicento anni dopo.

Sono stati sei secoli ricchi di storia: i D'Evoli hanno abitato il castello nel corso di ere e dominazioni differenti. L'edificio è stato interessato da numerosi cambiamenti, ampliamenti e ammodernamenti. Il gusto della famiglia dei d'Evoli si è adattato ai vari periodi susseguitisi, tanto che nel Seicento il castello diventò una vera e propria residenza nobiliare. Oltre alla lunga e affascinante storia dei d'Evoli e del loro castello, però, il comune di Castropignano è protagonista di un'altra leggenda: ecco di cosa si tratta.

Leggende del Molise: la storia della fata di Castropignano

Poco al di sotto del castello D'Evoli si trova una roccia. Come spiega anche IlComuneinforma.it, si tratta del "Cantone della Fata", una roccia immersa nel verde, tra tantissimi alberi di vario genere. Questa roccia è chiamata "Cantone della Fata" proprio a causa della leggenda della fata di Castropignano. Secondo il mito, nel periodo medioevale a Castropignano c'era una ragazza così affascinante e con una bellezza tale da essere soprannominata "la fata". La donna era sposata con un giovane uomo, che come lei era di classe popolare. In quegli anni, però, vigeva lo ius primae noctis, secondo cui i Nobili avevano il diritto di dormire con la moglie di uno dei loro servi prima di sposarsi.

Il duca, di cui suo marito era servo, scelse la "fata" ma quest'ultima non volle dormire con il nobile e fuggì. La povera ragazza trovò la morte alla fine di quella fuga: cadde proprio sulla roccia che adesso viene chiamata "Cantone della Fata". Questa è al contempo una leggenda e una sorta di "parabola" dimostrativa di quanto potessero essere tremende le leggi dei tempi antichi, come quella dello ius primae noctis.

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