venerdì, Dicembre 2, 2022

Ischia, storia e leggende sulle origini dell'Isola di Pithecusa

Le origini e la storia di Ischia, celebre isola situata nel Golfo di Napoli, sono soggette a miti e leggende di ogni genere. Eccone alcuni

L'Isola d'Ischia si trova nel golfo di Napoli. Essa è parte dell'arcipelago delle isole Flegree insieme a Procida, Vivara e Nisida. Ischia è l'isola più grande delle quattro ed è la terza isola per popolazione in Italia e l'ottava per superficie. Grazie alla bellezza dei suoi panorami e del suo mare, è conosciuta in tutto il mondo ed è meta prescelta da molti turisti, sia italiani che internazionali.

Le sue origini risalgono addirittura alla Preistoria: pare fosse abitata, infatti, fin dal Neolitico. L'isola fu anche colonia dei Greci, che la chiamarono Pithekoussai, o Pithecusa. Pare che questo fosse stato tra i primi, se non addirittura il primo, insediamento greco in Italia. Il nome "Pithecusa" significa "Isola delle scimmie". Il motivo non è chiaro, anche se potrebbe essere collegato proprio alla presenza di scimmie nell'isola. Sembra strano, dato che questo non è il loro habitat naturale. Eppure, sul frammento di un cratere fabbricato nell'isola secoli fa, appare una figura che ricorda proprio quella di una scimmia.

Leggende e miti dell'isola d'Ischia

Diversi miti e leggende hanno come protagonista l'isola d'Ischia. Questa, ad esempio, per Philippe Champault potrebbe essere la terra dei Feaci, la Scheria, dove Ulisse fu accolto per Omero dopo il naufragio e dove incontrò Nausicaa. Come spiega Isoladischia.net, però, questa è solo una supposizione, anche perché per molti altri la Scheria sarebbe l'isola greca di Corfù, e per altri addirittura la Sardegna. Un altro mito che la riguarda è quello di Tifeo o Tifone, il gigante figlio di Gea e Tartaro. Nella lotta contro Zeus, quest'ultimo lo punì scagliandogli addosso proprio l'Isola d'Ischia.

Un'altra storia particolare, infine, è più recente ed è vera. Riguarda i fratelli siciliani Gaetano, Giuseppe e Antonio Sanfilippo, provenienti dall'Isola di Salina. I tre salvarono i vigneti dell'Isola d'Ischia nel diciannovesimo secolo grazie all'utilizzo dello zolfo. Sfortunatamente, gli abitanti dell'Isola non furono generosi con loro: secondo un racconto dello storico Giuseppe D'Ascia, infatti, questi ultimi organizzarono feste di ogni genere per il "miracolo" avvenuto ma non ne dedicarono nessuna ai fratelli di Salina. I fratelli tornarono a casa loro con un forte debito e senza uno dei tre: Giuseppe, infatti, morì di crepacuore. A Ischia, adesso, si può trovare un'edicola votiva costruita in loro onore.

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