venerdì, Agosto 12, 2022
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"Non voglio incontrare Silvio nemmeno in un film, mi ha scarnificato": Gabriele Muccino senza freni sul rapporto con suo fratello Silvio

Gabriele Muccino torna a parlare della sua relazione con il fratello Silvio, di cui non ha notizie dal 2007, la prima volta che Gabriele, il più grande dei due decise di toccare l'argomento lo fece con parole davvero molto forti, descrivendolo come un 'atto incomprensibile' che riguardava tutta la sua famiglia. Vediamo che cosa ha detto il regista in merito a questo allontanamento improvviso.

Nel 2010, Gabriele Muccino decise di far diventare pubblico l'allontanamento di suo fratello Silvio, di cui tutt'ora non si comprende il motivo, già all'epoca il regista usò parole molto forti per descrivere la sua delusione nei confronti del comportamenti di suo fratello anche nei confronti dei propri genitori: "Non lo vedo da anni, non risponde se cerco di contattarlo, non si fa vivo. Capisco che il distacco da me, per via dello stesso lavoro, potrebbe significare uccidere il padre. Ma che da tre anni Silvio non chiami i genitori neanche per un 'Buon Natale' è davvero incomprensibile" ma nello stesso anno fu proprio Silvio a rispondere a queste accuse con parole ancora più dure e fredde "Dopo 5 anni di assoluto silenzio, stanco e disgustato dalle sempre più gravi dichiarazioni pubbliche di mio fratello che riguardano la mia vita, sono costretto a parlare del mio privato sperando che questo metta fine al suo delirante soliloquio che da anni intasa siti internet e giornali. Gabriele conosce benissimo i motivi del mio allontanamento, e sa che riguardano gravi episodi vissuti nella mia infanzia all’interno del nucleo familiare. Episodi di cui non parlo per decoro e per non nuocere alla mia famiglia. Gabriele sa. E se la memoria lo tradisce può sempre rileggere tutte le mail che gli ho inviato"

Ora, in un'intervista concessa a Corriere della Sera, Gabriele Muccino torna a parlare di questa vicenda, descrivendo il rapporto con suo fratello Silvio come il 'lutto per una persona viva: "Con lui ho vissuto un lutto, un lutto di una persona vivente, che non vedo dal 2007. È stata una esperienza per me aberrante da un punto di vista psicologico: mi ha scarnificato. Rimane una delle cose più incomprensibili, ingiustificabili e forse anche imperdonabili. A un certo punto quando questo lutto si è elaborato, quando ho smesso di soffrire, sono passati ormai 15 anni. Lì ti rendi conto che quella persona non la vuoi più incontrare, non hai più nulla da raccontare perché fondamentalmente non la stimi, non la ammiri e non la conosci più. Se mancano questi tre elementi, il resto cosa è? Forma? Quando tuo fratello scompare senza neanche dirti perché per una vita intera, il corpo soffre, soffri psicologicamente, ti svegli nel cuore della notte come se ti mancasse l’aria, perché hai voglia di tuo fratello. Era un pezzo di me. Mi ha tolto un parte enorme della mia vita e ora quella parte lì se ne è andata." per poi concludere con parole cariche di rabbia e rassegnazione "Non potrei mai fare un film così perché è troppo vicino a qualcosa di troppo doloroso. Ad ogni modo no, una situazione così irrisolta e così inspiegabile non trova una soluzione facile, nemmeno al cinema, perché il cinema è giusto quando è onesto."
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