sabato, Febbraio 4, 2023

Vladimir Luxuria ne parla per la prima volta in diretta: "Avrei voluto un figlio, ma..."

Vladimir Luxuria, ospite nel salotto di Silvia Toffanin a Verissimo nella puntata del 16 aprile, ha parlato di sé in una lunga intervista, ripercorrendo insieme alla conduttrice la sua carriera, ora arricchita dall'esperienza come opinionista all'Isola dei Famosi 2022. Non solo. Luxuria si è lasciata andare anche ad una confessione molto privata. L'attivista pugliese, che ha vinto il reality nel 2008, ha ricordato di aver donato parte del suo premio all'Unicef e di essersi recata in Mozambico, dove ha tenuto un incontro memorabile che ha fatto nascere in lei il desiderio di attore un bambino, fino allora mai preso in considerazione.

In quell'occasione Luxuria ha incontrato Enock in Sud Africa, e voleva disperatamente adottare il bambino. Ecco cosa ha rivelato, visibilmente commossa, nel programma di Canale 5: "Sono andata in Mozambico per aiutare i bambini orfani di tutto e di tutti. Spesso ci sono famiglie che sono state devastate dal flagello dell'Aids. Tra i tanti, ho conosciuto Enock, che all'epoca aveva 8 anni. Io non ho mai né pensato né desiderato avere figli in vita mia, ma arrivai lì in Africa e conobbi lui. Era bellissimo, aveva i capelli ricci e i pezzettini di paglia in mezzo ai capelli. Quando arrivai lì mi colpirono molto i suoi occhi, lui cercava di farmi vedere quanto fosse bravo e sperava di attirare la mia attenzione", ha ricordato tra le lacrime l'opinionista dell'Isola dei Famosi.

"Mi faceva vedere come macinava la farina, saltava e correva per mostrarmi come fosse bravo. Poi, a fine visita, quando me ne andai vidi dallo specchietto retrovisore gli occhi di Enock permeati da una tristezza infinita - ha continuato a raccontare Luxuria - Non esiste un sistema di misura per dire quanto fosse triste. Ho capito che quel bambino pensava che io fossi andata lì per adottarlo. Invece io lo abbandonavo al suo destino. Dentro di me è emerso qualcosa, non so se parlare di maternità o paternità. Sono stata chiusa in hotel a piangere tutto il tempo, perché se in quel momento la legge me l’avesse consentito, io non ci avrei pensato un attimo. Qui non si tratta di essere etero gay o trans, ma di avere o no un cuore. Quel bambino non potevo prenderlo con me perché sono trans e single, ma ho continuato a prendermi cura di lui. E' bellissimo pensarlo", ha concluso l'attivista.

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