sabato, Ottobre 1, 2022
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Donatella Rettore senza freni su Emma e Achille Lauro: "I peggiori"

Donatella Rettore, reduce dalla 72 esima edizione del Festival di Sanremo, ha dato prova ancora una volta della sua lingua tagliente e del suo pensiero senza filtri. In un'intervista a Mattia Marzi de Il Messaggero ha parlato appunto della kermesse sanremese e di alcuni colleghi che non l'hanno molto impressionata, commentando le loro esibizioni con una buona dose di veleno e ironia.

La Rettore è conosciuta per essere una delle artiste più eccentriche e 'folli' della musica italiana, ha fatto scalpore fin dalla sua prima apparizione, le sue canzoni sono esattamente come lei: taglienti, spregiudicate e estremamente fuori dal politically correct e dalla 'normale' visione della vita.

Partendo dal suo look sempre molto vistoso, legato indissolubilmente al punk e alla rivoluzione del linguaggio e della musica, per finire alla sua lingua tagliente come un bisturi. Chi conosce la carriera di Donatella Rettore e le molte vicende che l'hanno resa un personaggio molto particolare non si sono meravigliati dei commenti al vetriolo che ha rilasciato per i suoi colleghi di Sanremo.
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Il primo preso di mira non poteva che essere Achille Lauro, il già discusso autore romano, che sul palco dell'Ariston ha dato vita a una performance di certo molto irriverente, ma che non è bastata a colpire la Rettore che di lui ha detto: "Ogni stagione ha i suoi frutti. Nel caso di Lauro, peggiori. Achille Lauro non lo reputo neppure un cantautore, può fare film, quadri in cui si trafigge."

Non è stata altrettanto gentile con Rkomi e Irama, mentre per il primo l'unico commento è stato un semplice interrogativo "Chi?", per Irama invece non c'è stata pietà: "Quello là Come si chiama? Si è presentato sul palco indossando una rete da pesca. È stato bravo: ma come si era conciato?"

Sembra però che il suo cuore si sia intenerito parlando di Emma Marrone che sembra le piaccia molto come donna e come artista, ma non ha mancato di dire la sua opinione su chi collabora con lei per i testi, dicendo che la servono male o che lei non abbia saputo fare buon uso di questi autori.
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Si è poi soffermata su un discorso più generico, che non riguarda nello specifico Sanremo, ma in generale il mondo della musica che sembra orami perso nel politically correct e proprio per questo motivo si finisce con il fare musica destinata al 'nuovo bigottismo' che non riesce a impressionare nessuno, di certo non lei che sulla provocazione ha costruito un'intera carriera.
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