mercoledì, Dicembre 8, 2021
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“Le vie dei Tesori”: Sciacca tra miti, leggende e miraggi

SCIACCA (AG) - La città delle leggende e dei miraggi, a partire dall'isola Ferdinandea che emerge dalle acque e sprofonda dopo poche settimane, lasciando tutti a bocca aperta. Ma anche la città dell'artigianato artistico, degli orafi che ancora lavorano il corallo, dei ceramisti che sono compatti divisi tra tradizione e innovazione. " Le vie dei Tesori " tornano a Sciacca - da sabato 2 a domenica 17 ottobre, con il patrocinio del Comune e con UniCredit come main sponsor - con un'edizione che unisce i luoghi, scelti con estrema cura, anche un ricco programma di esperienze, laboratori e degustazioni.

La nuova edizione è stata illustrata dal sindaco Francesca Valenti, dall'assessore alla Cultura Gisella Mondino, dal presidente e vicepresidente dell'Associazione " Le vie dei Tesori , Laura Anello e Marcello Barbaro, il responsabile dell'area commerciale Unicredit Agrigento, Alfio Bonaccorso, e il direttore di Bandiera " Il sole e l'azzurro " Giovanni Borsellino.

Tra i 13 luoghi, occhi puntati sulla Chiesa dello Spasmo, chiusa da anni, la cui apertura è attesa in primis dai Saccensi. Fa parte del Complesso del Fazello, sull'altare era la grande tavola dello Spasimo, copia cinquecentesca dell'opera di Raffaello (ora esposta al Prado) del pittore palermitano Antonello Crescenzio. Nel Novecento divenne sede di una sezione della Corte d'Assise di Agrigento, e ospitò processi penali. Nel 1963 Pietro Germi gira la scena del processo a " Sedotto e abbandonato ", per il festival ospiterà una personale inedita di Franco Accursio Gulino.

Ma non sarà l'unica novità, anzi: tra i luoghi si annoverano collezioni private, case d'artista, chiese dimenticate e persino l'ex chiostro del Carmine, oggi carcere, dove sarà possibile entrare solo per poche ore. Tante poi le esperienze e le passeggiate: si può andare per mare e per terra, visitare le botteghe e osservare gli artigiani lavorare, salire su un'art-car o guardare la storia degli stazzunari o andare a lezione di uncinetto. E altro ancora.

Tre weekend, sempre sabato e domenica, per una nuova festa della "resistenza", la seconda post Covid. Un festival che ha portato la cultura fuori dagli edifici istituzionali e dalle università, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e luoghi: ed è cresciuto ogni anno. Riconquista per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto l'evento che fa rete. Il festival ha saputo creare sinergie e dialogo, e ha attivato un progetto che si realizza grazie alla collaborazione di oltre duecento partner: Regione, Università, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni statali, proprietari di palazzi nobiliari. Per non parlare delle aziende enogastronomiche che partecipano al progetto satellite, Terre dei Tesori, e apriranno cantine, vigneti, frantoi, caseifici, vivai, aziende di coltivazione di frutti tropicali, in collaborazione con l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Siciliana.

Un progetto che è animato dalla narrazione collettiva, dalla voglia di riappropriarsi dei cittadini, dalla partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono al team di organizzatori, storyteller, esperti del territorio e giornalisti.

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