mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Perchè a Messina si dice “u figghiu da jaddina janca”? La storia di Livia Drusilla e dei pennuti privilegiati

"U figghiu da jaddina janca", la storia dietro l'espressione tanto usata a Messina e nel resto d'Italia che vede come protagonista Livia Drusilla e una gallina fortunata

"Chi ti credi di essere, il figlio della gallina bianca "? Quante volte hai sentito, detto o ascoltato questa frase? Un detto molto famoso in tutta Italia, tradotto in vari dialetti ma dal significato inequivocabile. Anche a Messina "u figghiu da jaddina janca" è un'espressione molto usata per sintetizzare un concetto semplice ma sempre attualissimo: niente favoritismi. Se i diritti non sono per tutti, diventano privilegi. Chi pensa di essere al di sopra della legge, di non dover obbedire alle regole, di poter ricevere un trattamento di favore è un "figghiu da jaddina janca".

Storia che risale agli antichi romani
L'espressione fa riferimento ad una gallina bianca, una rarità rispetto al colore classico del piumaggio delle galline, che quindi si ritiene particolare. In realtà questo detto ha origini antichissime, risalenti addirittura agli antichi romani. Plinio nel 'Naturalis historia' e Svetonio nel 'De vita duodecim Caesarum' raccontano un particolare episodio che dà origine alla frase. La protagonista è Livia Drusilla, divenuta poi Augusta una volta sposata Cesare. Un giorno la donna, passeggiando nel giardino della sua villa, ricevette in braccio una gallina bianca, lasciata cadere da un'aquila in volo. Livia Drusilla consultò immediatamente Auguri, antichi e sacri indovini dei romani, che le consigliarono di non far del male alla gallina e di prendersi cura dei suoi piccoli una volta nati, poiché era un simbolo di fortuna. A differenza delle altre galline servite in tavola durante i ricchi banchetti, quella bianca ha vissuto una vita lunga e tranquilla, così come i suoi figli. Dei veri privilegiati.

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