Lino Banfi e il suo amore per Napoli: "Quando non avevo una lira un angelo mi ha salvato"

Sapevate che il grande Lino Banfi, uno dei comici più amati in Italia, era entrato in un seminario per prendere i voti e diventare prete? Ebbene sì. L'attore pugliese, da poco 85enne, ha raccontato questo aneddoto della sua vita durante un'intervista rilasciata qualche anno fa nel programma "I lunatici" su Rai Radio 2. L'attore originario di Andria ha vissuto un'infanzia molto difficile, ma ha anche molti bei ricordi.

"Parlo sempre poco dell'infanzia e dell'adolescenza perché non le ho avute. Nell'infanzia c'era la guerra, ero con i miei genitori in campagna per paura delle bombe. Poi appena finita la guerra sono andato in seminario a fare il prete", ha raccontato Banfi, sottolineando poi il motivo per cui ha abbandonato il seminario e cambiato idea.

"Sono uscito a 14 anni, non ho avuto l'opportunità di imparare a nuotare, di fare sport. Avrei dovuto diventare prete per nobilitare la razza Zagaria, così pensavano in qualche modo i miei genitori. A un certo punto mi hanno cacciato via. A me e a un altro che ora fa il chirurgo. Ci hanno cacciato via perché eravamo impertinenti, ci arrampicavamo sul cornicione per spiare le monache di clausura che alloggiavano nel convento vicino. Mi hanno mandato via in V ginnasio", ha spiegato.

Lino Banfi ha anche rivelato di aver avuto un incontro speciale a Napoli quando era molto giovane. "Era il 24 dicembre 1954 e stavo senza una lira. Ad un certo punto è passato un signore, Ciro. Mi invitò a casa sua, mi disse che dove mangiano in nove, mangiano anche in dieci. Aveva otto figli. Mangiammo e bevemmo tantissimo. Mi ha fatto dormire a casa sua. La mattina dopo mi ha dato anche mille lire per prendere il treno. Sono tornato a Napoli qualche anno dopo per cercarlo, ringraziarlo e fargli un regalo. Purtroppo non l'ho più trovato. Nessuno sembrava conoscerlo e averlo mai visto. Un giorno, un mio amico cardinale mi chiese perché continuassi a cercare questo Ciro a Napoli. Mi disse che non l'avrei mai trovato, perché quel Ciro era un angelo che quella notte scelse di salvarmi".