venerdì, Settembre 17, 2021
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Maurizio De Giovanni attacca gli inglesi: "Che volgarità, una caduta di stile inaspettata"

Tifoso sfegatato del Napoli e della Nazionale Italiana, lo scrittore ha criticato il comportamento dei giocatori e calciatori inglesi per poi esaltare grande gruppo creato da Roberto Mancini

Maurizio De Giovanni attacca sui social gli inglesi dopo la finale di Euro 2020 vinta ieri dall'Italia. "Principe, principessa e principino che scappano per non premiare i vincitori - spiega lo scrittore prima di tutto attaccando la famiglia reale - Giocatori che si tolgono sprezzanti le medaglie dal collo prima ancora di scendere dal palco. Centinaia di vigliacchi in attesa dei tifosi italiani all'uscita per aggredirli, con il favore degli addetti alla sicurezza".

"E' in quel momento che avete perso, non in campo. Sapete che c'è? Ben usciti, signori. Voi e il vostro simpatico giullare pazzo dai capelli ignobili - conclude con una beffa su Boris Johnson ricordando la Brexit - Non sentiremo la vostra mancanza". E, commentando il trionfo degli azzurri, lo scrittore partenopeo aggiunge: "Una vittoria meritata, una gioia enorme. Peccato soltanto per la poca sportività dei calciatori e tifosi inglesi: una caduta di stile che non mi sarei aspettato".

Tifoso sfegatato del Napoli e della Nazionale Italiana, De Giovanni ha poi elogiato il grande gruppo creato da Roberto Mancini: "E' stata la vittoria di un gruppo in cui c'è molto di metaforico. E' un gruppo senza stelle che si coagula intorno ad un allenatore, quindi l'uomo simbolo che non è in campo, ma fuori, che dà indicazioni e loro si sacrificano. Penso che sia stato bellissimo che ieri la prima medaglia sia stata presa da un giocatore infortunato (Spinazzola, ndr), saltando solo su un piede con le stampelle, eppure i suoi compagni di squadra lo hanno mandato davanti a tutti. Mi piace molto questo concetto del gruppo che ce la fa insieme, collaborando, e non dimenticando chi è rimasto indietro. Credo che possa essere un buon insegnamento".

"Non c'era un grande campione a cui aggrapparsi nel bene e nel male - prosegue lo scrittore campano - Non c'erano Ronaldo, Messi, nemmeno Baggio, ma c'era un bel gruppo di giovani amici, che mi sembravano ancora più a loro agio che nelle squadre di club. Hanno offerto una bella immagine di un Paese che si sta rialzando dopo essere stato messo in ginocchio da questa crisi, anche economica oltre che sanitaria.

Mi piace la condivisione di una gioia dopo questi mesi in cui abbiamo condiviso la paura, il dolore, la sofferenza, la mancanza di una speranza. Tutte le cose peggiori del mondo. Avere la possibilità di condividere anche qualcosa di effimero e assolutamente superficiale come un successo calcistico è una bellissima notizia di cui sono stato molto contento. Com'è stata felice la città, Napoli. C'era bisogno di qualcosa di sfrenato, puntuale, definitivo e di acquisito, che non si perde, come un trofeo calcistico" conclude Maurizio De Giovanni che con i suoi libri ha venduto 2,5 milioni di copie in Italia.

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