L’ ultima lettera di un eroe di guerra: un viaggio verso Sud durato 78 anni

In un libro, Olga Davini trova una lettera del 1942, a scriverla è un soldato originario del Sud che racconta la campagna in Russia

ScreenVideo TGR Puglia - Vincenzo Fugalli


Quella che il 4 Giugno 2021 riceve Serena Fugalli, è una dolcissima e malinconica lettera che viene dal passato, scritta ben 78 anni fa: nel 1942 Vincenzo Fugalli partì da Barletta, in Puglia, per dirigersi in Russia con il Settimo Reggimento Alpini di Belluno durante la Seconda Guerra Mondiale. La missiva purtroppo non fu mai spedita, poiché il sottotenente poco dopo morì, il 26 Gennaio del 1943 nella battaglia di Nicolajevka.

Lo scritto rimasto nascosto per moltissimi anni, poi Tino Davini di Mantova lo ritrovò tra le pagine di un libro, e dopo di lui sua figlia Olga, che ha deciso di cercare la famiglia del tenente, affinché potesse leggere le sue ultime parole: “I miei genitori si sono adoperati senza tregua nel dopoguerra con il governo russo per rendere possibile il rientro delle salme di alcuni soldati caduti su quel fronte durante il secondo conflitto mondiale.

Una missione basata su trattative a dir poco ardue, ma portata avanti nella consapevolezza morale di offrire un impagabile omaggio alla memoria di tanti militari che non hanno potuto riabbracciare i propri cari. Io ho raccolto questa eredità e proprio nel corso delle infaticabili ricerche ho ritrovato il manoscritto che, dopo il tam tam attivato con successo tramite i canali social e i media, posso riconsegnare oggi alla famiglia del tenente Vincenzo Fugalli.

La missiva comincia così: “Questa è la notte di Natale, sto scrivendo e intanto, nel ricovero che è attiguo al mio, stanno intonando la Pastorella e si dimenticano perfino del rancio che tarda ad arrivare. Fuori nevica forte, si vede che il Bambino deve nascere anche qui, l’ambiente è quanto più propizio e suggestivo. Le vedette hanno un po’ freddo e molta nostalgia, vado fuori...E’ un chi va là continuo che si ripete lungo tutta la trincea.”

La lettera continua con questo commovente passo: “Non mi sono mai sentito più orgoglioso e più fiero e più tranquillo di adesso. Sarei felice se sapessi che tra di voi ci fosse soltanto un poco della mia tranquillità. Siate sereni: ho la convinzione assoluta che non mi potrà mai capitare niente anche se camminando in mezzo alle mine e se andassi a cento assalti.

La consegna del manoscritto prezioso è avvenuta alla presenza del Sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, che ha così commentato l’evento: “una missione carica di umanità, una lezione di sensibilità che considero un privilegio aver ascoltato dalla voce di chi ne è artefice. Esprimo tutta la mia ammirazione per l’esemplare ostinazione che anima l’operato della signora Olga, ripagata dall’emozione dei parenti che possono rientrare in possesso di una lettera dal valore affettivo inestimabile. Tutta la città di Barletta oggi deve essere grata per questo gesto di assoluto valore.