Case a 1 euro, pronto il secondo bando in una città del Sud: “Una scommessa per il futuro”

Attraverso questo nuovo bando è possibile acquistare immobili posizionati nel borgo antico, che si aggiungeranno agli altri sette già assegnati con il primo bando

Fonte Facebook Ecosistema Taranto


Ben 9 edifici “cielo-terra”, per un totale di circa 50 unità abitative: sono le coordinate del secondo bando “Case a 1 euro” varato dall’amministrazione Rinaldo Melucci. Già disponibile sul sito istituzionale del Comune di Taranto, la procedura è destinata a ripercorrere il successo della prima edizione che ha attirato su Taranto, e in particolare sulla Città Vecchia, anche le attenzioni di investitori internazionali. Gli interessati troveranno tutte le informazioni necessarie e le schede tecniche cliccando su questo link.

“L’amministrazione guidata da Rinaldo Melucci – dichiara l’assessore al Patrimonio Francesca Viggianopunta ancora sullo sviluppo socio-economico della Città Vecchia. Una realtà urbana, la nostra Isola Madre, scelta da turisti che hanno deciso di essere stanziali e godere della bellezza dei nostri vicoli, intrisi di storia. Investire in questa scommessa significa recuperare le nostre radici, ma significa soprattutto costruire il futuro di Taranto”.

L’ Isola Madre risale a un antico insediamento sorto sul promontorio della città tra i due mari, fondata nel 706 a.C ma forse risalente all’età del bronzo, già colonia greca poi in un secondo momento conquistata dai romani. Un millennio dopo venne distrutta dai Saraceni e, nel 927, fu ricostruita dall’imperatore bizantino Niceforo II Foca grazie alle opere degli architetti greci.

Attraverso questo secondo bando è possibile acquistare immobili posizionati in punti strategici della città, che si aggiungeranno agli altri sette già assegnati con il primo bando: l’obiettivo del Comune è attirare le attenzioni degli investitori internazionali “per il ripopolamento e la rivitalizzazione del sistema socio-economico della città vecchia, attraverso azioni di recupero e di valorizzazione degli immobili, mediante la creazione di una rete abitativa oltre che turistico-ricettiva diffusa, da attuarsi attraverso la cessione dei beni al prezzo simbolico di un euro, in favore di tutti quei soggetti privati che siano disponibili a investire nel progetto complessivo di recupero”.

Il progetto “Case a 1 euro” è rivolto a tutti: cittadini italiani e stranieri, associazioni e imprese. La condizione essenziale per aderire è sempre la stessa: gli interessati avranno soltanto l’obbligo di ristrutturare le abitazioni entro un periodo di tre anni dall’acquisto per dare loro nuova vita. Oltre che a ripopolare i piccoli borghi meridionali, il progetto mira a ripristinare gli immobili dei centri storici abbandonati o che si trovano in condizioni di degrado. Una volta restaurate, le case possono anche essere rese a piccole attività commerciali o turistiche.