Maradona, il ricordo di Pelè: “Eri un genio che ha incantato il mondo”

Sebbene fossero rivali in campo, Pelè e Maradona avevano maturato un rapporto d'amicizia che andava oltre qualsiasi logica di competizione

Foto Facecook Pelè


A una settimana dalla scomparsa del calciatore argentino arriva il ricordo di Pelè, pseudonimo di Edson Arantes do Nascimento, l’ex attaccante brasiliano che negli anni è stato messo spesso a duro confronto con Maradona per il suo grande talento. E in effetti il suo genio è indiscutibile: è il Calciatore del secolo per la Fifa, per il Comitato Olimpico Internazionale e per l’International Federation of Footbool History & Statistics, ed è l’unico calciatore al mondo ad aver ricevuto il Pallone d’Oro Fifa onorario.

Sebbene fossero rivali in campo, Pelè e Maradona avevano maturato un rapporto d’amicizia che andava oltre qualsiasi logica di competizione. Certo, spesso nelle loro dichiarazioni non potevano essere sempre d’accordo, ma nella vita erano davvero amici. A darne prova già il primo commento di Pelè a poche ore dalla notizia della morte del Pibe de Oro, che aveva scritto sui social: “Un giorno, spero potremo giocare a palla insieme nel cielo”.

In queste ultime ore, a distanza di una settimana, Pelè ha pubblicato su facebook un altro toccante post per salutare l’amico, che recita così: “Sono passati sette giorni da quando te ne sei andato. Molte persone amavano confrontarci per tutta la vita. Sei stato un genio che ha incantato il mondo. Un mago con la palla ai piedi. Una vera leggenda. Ma soprattutto, per me, sarai sempre un grande amico con un cuore ancora più grande.

Oggi so che il mondo sarebbe molto meglio se potessimo confrontarci meno l’uno con l’altro e ci ammiriamo di più a vicenda. Quindi voglio dire che sei incomparabile. La sua traiettoria è stata contrassegnata dall’onestà. Hai sempre dichiarato i tuoi amori e disamori ai quattro venti – continua Pelè – E con questo tuo modo particolare, insegna che dobbiamo amare e dire ‘ti amo’ molto più spesso. La tua partenza veloce non mi ha permesso di dirtelo, quindi scrivo solo: ti voglio bene Diego.

Mio caro amico, grazie mille per tutto il nostro viaggio. Un giorno, in paradiso, giocheremo insieme nella stessa squadra. E sarà la prima volta che alzo il pugno in aria in trionfo in campo senza celebrare un goal. Sarà perché finalmente posso abbracciarti di nuovo”.