martedì, Ottobre 19, 2021
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Dal Sud a tutto il mondo: la Street Art della "Human Tribe"

Genio del Sud, specializzato in "Street Art" dedito all'arte ma soprattutto alle persone, all'anagrafe Ciro Cerullo ma per tutti è Jorit

Specialiazzato in "Street Art", grandissimo artista attento al sociale, alla denuncia ma soprattutto alle persone, all'anagrafe Ciro Cerullo ma per tutti è Jorit.

Foto Facebook Jorit

Nato da padre napoletano e madre Olandese, a 13 anni comincia a dipingere con lo spray nella periferia a nord di Napoli, a Quarto la sua città natale. Si fa conoscere attraverso murales legati al graffitismo tradizionale lasciati nella periferia di Napoli e al centro storico, ma anche nelle "Yard" di vari paesi europei, i depositi dei treni dive i writer realizzavano "pannelli" illegalmente sulle carrozze.

Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Napoli, laureandosi con 110 e lode, apprendendo tutte le tecniche di pittura che utilizza tutt'ora nelle sue opere in strada. Nei suoi primi lavori c'è il fantasma della militanza politica che lo fa immergere nei movimenti di rivendicazione dei diritti sociali e dei movimenti no-global.

La svolta però, nel 2005, con il viaggio in Africa. In Tanzania prima studia e poi collabora con la Scuola Internazionale d'arte Tinga Tinga di Dar es Salamm (la scuola che Edward Tingatinga fondò negli anni 79 con opere caratterizzate dallo stile surreale con colori vivaci, create con materiali di recupero); da qui in poi la sua attenzione si concentra sulla raffigurazione realistica del volto umano che siano messaggi di natura sociale.

Il marchio tipico di Jorit, la due strisce rosse sulle guance hanno un significa estremamente forte, il rimando è ai rituali magico-curativi della cultura africana, con particolare accenno alla "Scarnificazione"(che prevede il taglio della carne vicino all'osso) il rito di passaggio, l'iniziazione, che si pratica in alcune società come simbolo del passaggio dall'età infantile a quella adulta e quindi alla partecipazione attiva alla vita della tribù.

Giordano Bruno
Il murale di Jorit presentato alla Bit di Milano per omaggiare il filosofo in occasione del Maggio dei Monumenti (fonte: Facebook)

Il raffigurare sui muri, con volti che hanno questo simbolo significa che le persone di quel luogo e quel luogo stesso, sono parte della "Human Tribe": raffigurare volti diogni tipo di razza, età, sesso e religione, diversi sotto tanti aspetti ma uguali per appartenenza al genere, vuol dire una cosa sola, appartenere tutti ad un unica tribù quella umana.

Il suo lavoro appartiene alla tribù, occupandosi di tutte le periferie, non solo quelle napoletane o italiane, ma di quelle di tutto il mondo crea un filo conduttore che ci unisce tutti, che non ha alcun tipo di confine. Se poi si pensa al fatto che la maggior parte delle opere di Jorit sono visibili gratuitamente, perché pubbliche si può dire, senza la paura di sbagliare, che questo artista offre la possibilità di trovare il bello anche dove il bello è stato strappato via, lasciando solo grigiore e decadenza.

Come lo stesso Jorit ha scritto, omaggiando un grande scrittore come Pier Paolo Pasolini, non dimenticate: "Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece!"

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