Nuovo look per uno dei musei scientifici più antichi del Sud

Il "Museo di Zoologia del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali" dell'Università di Catania fondato nel 1853 dal zoologo, ma anche anatomista, Andrea Aradas, uno dei più grandi malacologi (esperto in molluschi) del XX Sec, sta riallestendo le centinaia di specie animali al suo interno, trovando nuove soluzioni per rendere più suggestiva la visita.

Il più antico museo scientifico siciliano era all'interno del Palazzo Centrale dell'Università di Catania, poi trasferito nel 1922 nella sezione Biologia Animale. Custodisce moltissime specie di animali di ogni parte del mondo: mammiferi, rettili e uccelli (colibrì, pappagalli e paradisee).

In principio le specie all'interno del museo erano davvero poche, costituito dai soci dell' "Accademia Gioenia di Scienze Naturali", ma con il passare del tempo e grazie ad interventi di privati, il museo ora ospita una moltitudine di specie. La donazione più significativa e imponente è quella appartenuta al Barone Michele Auteri, formata da circa un migliaio di uccelli di specie diverse, regalata al museo da Angelina Parternò nel 1923.

Il museo ospita anche la “Casa delle farfalle”, una serra climatizzata in acciaio e vetro, al suo interno ospita una collezione di quasi centro lepidotteri appartenenti a venti o trenta specie diverse (il numero varia a causa della disponibilità delle farfalle nelle Butterfly Farm tropicali) ed altri insetti, tutti provenienti da zone tropicali. C'è da precisare che tutti gli esemplari presenti all'interno del museo non sono il risultato di battute di caccia, ma sono animali cresciuti e morti in cattività

Il nuovo allestimento prevede l'allocazione degli esemplari in un open space molto ampio, posizionando i rapaci in alto, sospesi a mezz'aria. Anche alcuni mammiferi di grossa taglia (alcuni in via d'estinzione), arrivati al museo nel 1986, saranno sospesi a mezz'aria. Già posizionato è il cranio di un capodoglio, anch'esso sospeso a cinque metri d'altezza. Il nuovo allestimento darà l'impressione di essere alla presenza di animali ancora vivi, così da rendere il museo un luogo vivo.