Coronavirus, chirurgo meridionale dona plasma iperimmune ai pazienti

Grande gesto di solidarietà e umanità da parte di un medico meridionale. Come riportato sulla pagina facebook Asl Brindisi, il chirurgo del Perrino di Brindisi, Enrico Antonica, ha donato oggi il plasma iperimmune nel Centro Trasfusionale: si aggiunge al direttore del reparto di Chirurgia generale, Giuseppe Manca, e a un infermiere del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Moscati di Taranto, Marco Urso. Anche Antonica, così come gli altri due donatori, era già stato sottoposto a plasmaferesi nei mesi scorsi, subito dopo la guarigione dal Covid.

"Questo gesto - dice Antonella Miccoli, responsabile vicario del Centro Trasfusionale - contribuisce alla lotta contro il Covid in una nuova fase di aumento del numero dei malati. Il dottor Antonica è anche un donatore di sangue: ricordiamo che i donatori abituali possono essere sottoposti al test sierologico per verificare la presenza di anticorpi anti-Sars-CoV2, nell'ambito di uno studio del Dipartimento di Promozione della Salute della Regione Puglia. In caso di positività agli anticorpi verrà eseguito il tampone".

Già qualche mese fa all'Ospedale A. Perrino di Brindisi il direttore di Chirurgia generale, Giuseppe Manca, e un'infermiera di Pneumologia, Jole Giacomazza, sono stati i primi a donare il plasma iperimmune per curare i pazienti positivi. Per i donatori di sangue il test sierologico si aggiunge all'esame emocromocitometrico completo e a quelli per l'epatite virale B e C e per l'Hiv. Si può donare dal lunedì al sabato dalle 8 alle 12 prenotando al numero 0831 537274 per un pre-triage telefonico.

La sperimentazione al plasma, ossia la parte liquida del sangue donato dai guariti dal Coronavirus che trasferiscono i loro anticorpi ai pazienti malati tramite le infusioni, è una terapia che si sta testando in varie parti d'Italia e i dati sono promettenti anche sugli anziani: il medico pugliese Giuseppe De Donno, alla guida del Reparto di Pneumologia dell'Ospedale Carlo Poma di Mantova, ha il merito di aver impiegato il plasma dei guariti dal Coronavirus per trattare più di 80 pazienti con gravi problemi respiratori e tutti sono sopravvissuti.