Riccardo Muti torna ad esibirsi al Sud: il sindaco gli conferisce la cittadinanza onoraria

Dopo cinquant'anni il Maestro torna a dirigere l'Orchestra di un prestigioso teatro meridionale



Riccardo Muti, direttore d’orchestra napoletano amato in tutto il mondo, ritorna al Sud per dirigere dopo cinquant’anni l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Nel capoluogo siciliano, venerdì 4 e sabato 5 dicembre alle ore 20:30, Muti sarà protagonista con un capolavoro della musica sinfonico-corale come la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, insieme sia all’Orchestra sia al Coro della Fondazione diretto da Ciro Visco, con il soprano Joyce El-Khoury, il mezzosoprano Martina Belli, il tenore Saimir Pirgu e il basso Riccardo Zanellato.

Il doppio appuntamento con il Requiem di Verdi sarà preceduto da un altro concerto al Teatro Massimo lunedì 30 novembre alle ore 20:30, dove il Maestro guiderà l’Orchestra Giovanile Cherubini, da lui fondata e diretta, formata da giovani e talentuosi strumentisti italiani. Prima di Palermo, Riccardo Muti farà tappa al Lac di Lugnano, alla Fenice di Venezia e al Teatro Petruzzelli di Bari.

Durante il soggiorno di Muti nella città siciliana, il sindaco Leoluca Orlando gli conferirà la cittadinanza onoraria di Palermo, per l’impegno di aver diffuso i valori della pace e dalla comunione tra i popoli, attraverso il linguaggio universale della musica: “L’impegno del Maestro Muti per la diffusione del valore della pace e della comunione tra i popoli attraverso la musica – ha dichiarato a Palermo Today il primo cittadino – ci riempie di ammirazione per la sua esperienza umana e artistica.

E’ per questo che siamo onorati di conferirgli la cittadinanza onoraria di Palermo, le cui radici affondano proprio in una storia fatta di incontri tra popoli, culture, letterature, musiche, poesie che si fondono, si contaminano, si arricchisconoha aggiunto Orlando – Ancor più ne siamo onorati in occasione della sua presenza a Palermo per una serie di importanti momenti culturali che coinvolgono il nostro amato Teatro Massimo, la sua Orchestra e il suo Coro, ulteriore motivo di gratitudine e orgoglio”.