Archeologia, ritrovata al Sud la più antica scultura neolitica in pietra

Secondo le prime ricostruzioni, il reperto proverrebbe da una rito funerario, e risale probabilmente alla fase neolitica di occupazione del sito

Foto Facebook Museo Civico Archeologico del Pulo Molfetta


Al Sud uno dei più importanti ritrovamenti degli ultimi anni. Nella città di Molfetta, in provincia di Bari, durante i lavori di rifunzionalizzazione della Pulo, dolina carsica situata nella periferia della città, gli archeologi meridionali Alessia Amato e Nicola de Pinto, sotto la guida scientifica di Anna Maria Tunzi, funzionario archeologo, hanno rinvenuto un idoletto neolitico. Si tratta di una scultura ottenuta dalla lavorazione di un ciottolo calcareo sul quali sono stati rappresentati tratti antropomorfi e incisioni.

Secondo le prime ricostruzioni, il reperto proverrebbe da un corredo funerario, e risale probabilmente alla fase neolitica di occupazione del sito. Le ricerche presso la Soprintendenza sono ancora in corso, ma la presenza sul retro di una incisione con un motivo a zig-zag permetterebbe di collocare l’oggetto tra la fase media e finale del neolitico (VI-V millennio a.C.).

L’idoletto rappresenta un esemplare di grande rilievo archeologico. Non sono tantissime, infatti, le sculture preistoriche realizzate utilizzando materiali più facili da lavorare, come terracotta o ossi animali. Il reperto del Pulo di Molfetta attualmente si trova in esposizione presso i depositi di Palazzo Simi, a Bari, e presto tornerà al Museo Civico Archeologico del Pulo di Molfetta. Questa straordinaria scoperta si collocherebbe tra le più antiche sculture neolitiche in pietra, un ritrovamento unico al mondo tra le rappresentazioni di divinità preistoriche legate alla terra.

A raccontare il singolare rinvenimento del reperto è l’ufficio stampa dell’amministrazione comunale della città pugliese, attraverso un comunicato pubblicato sul sito del comune di Molfetta: “Il Pulo di Molfetta, che stiamo restituendo alla fruibilità pubblica – ha sottolineato il sindaco Tommaso Minervinicontinua a sorprendere per le tracce di storia che è ancora in grado di raccontare”.

Intanto gli uffici tecnici comunali, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bari, stanno lavorando affinché i nuovi ritrovamenti possano aggiungersi in maniera permanente presso il Museo Civico Archeologico di Molfetta.