giovedì, Agosto 18, 2022
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Un'app per monitorare le zone più inquinate: la sperimentazione in una città del Sud

La sperimentazione consentirà ai cittadini, tramite un'app dedicata, di conoscere le aree urbane a maggior livello di inquinamento e quali sono i percorsi alternativi per evitare queste aree

Ancora una volta gli Atenei meridionali in prima linea con nuove sperimentazioni. Partirà a Bari un progetto che permetterà di individuare le zone della città con maggiore smog. Tra i partner dell'iniziativa 'Passepartout' il Politecnico, l'Università degli Studi e il Comune di Bari. Il progetto è stato finanziato con 8,5 milioni di euro: fondi messi a disposizione dall'Unione europea per la realizzazione del primo sistema 3d per monitoraggio di gas inquinanti e tossici.

Un recente dossier condotto da Legambiente boccia le città italiane per qualità dell’aria. Dal nuovo rapporto Legambiente Mal'aria, che analizza l'inquinamento in un arco di cinque anni tenendo conto dei valori dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), emerge che l'85% delle 97 città italiane sotto esame non raggiungono la sufficienza per qualità dell’aria.

Fanalino di coda sono Torino, Roma, Palermo, Milano e Como che prendono un voto pari a zero. "Solo il 15% delle città ha raggiunto nei cinque anni un voto sufficiente – si legge – Sassari (voto 9), Macerata (voto 8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (voto 7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (voto 6)".

La sperimentazione permetterà, tramite un'app dedicata, di conoscere le aree urbane a maggior livello di inquinamento e quali sono i percorsi alternativi per evitare queste aree. Il finanziamento consentirà gli studi su sensori ottici di gas su stazioni fisse, mobili e su drone per il controllo della qualità dell'aria e dei processi industriali.

Il progetto ha una durata di 42 mesi e agli enti pugliesi spetteranno complessivamente 1,3 milioni di euro (al Politecnico 605 mila euro, all'Università 620 mila, al Comune di Bari 50 mila). Delle due università baresi saranno impegnati il dipartimento Inter-ateneo Uniba-Poliba di Fisica, quello di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione e il dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari.

Al progetto partecipano anche il Cork Institute of Technology (Irlanda), la Technical University di Vienna (Austria), la Technical University di Monaco (Germania) e la azienda italiana Ecospray Technologies, leader nei sistemi di depurazione, idraulica navale e biocombustibili.

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