Al Sud c’è la Cripta del Peccato: è scavata nella roccia ed ha affreschi meravigliosi

Essa probabilmente apparteneva all'ordine benedettino, ma è stata scoperta solo alla metà del '900



A Matera, scavata nella roccia lungo la parete della Gravina di Picciano, si trova la Cripta del Peccato, una chiesa che risale al periodo compreso tra il VIII e il IX secolo. Essa probabilmente apparteneva all’ordine benedettino (e fu poi successivamente abbandonata), come testimoniato da alcuni elementi che caratterizzano il ciclo di affreschi presenti al suo interno.

La chiesa viene menzionata su alcuni appunti di Domenico Ridola, dove viene chiamata grotta dei Cento Santi. Essa si ritrova anche nel racconto di un pastore, che l’aveva utilizzata come ricovero per se stesso e i propri animali. E’ stata scoperta tardi, il 1º maggio 1963, dai soci del circolo La Scaletta, e dopo sottoposta a lavori di restauro.

Gli affreschi

Non è semplice, visto il periodo lunghissimo in cui è stata abbandonata, definire la struttura originaria della chiesa. Essa si presenta comunque come un unico ambiente, sulle cui pareti sinistra e di fondo è dipinto un ciclo di affreschi, opera di un unico artista, chiamato Pittore dei Fiori di Matera, probabilmente un benedettino.

La pittura è certamente di stampo longobardo, con pochi riferimenti all’arte bizantina, dovuti all’arrivo in Italia nel periodo di papi orientali, e alla pittura romana, come la linea di disegno semplice, ricchi abiti e volti espressivi. Sulla parete sinistra, in tre nicchie, sono affrescate tre triarchie: quelle degli Apostoli, ossia i santi Pietro, Andrea e Giovanni, delle Vergini Regine, ossia la Madonna con Bambino o Basilissa e altri due soggetti femminili, e degli Arcangeli, ossia Michele, Gabriele e Raffaele.

Sulla parete di fondo, invece, sono dipinte scene dell’Antico Testamento relative alla Genesi, in particolare della Creazione e del Peccato Originale (da qui il nome della Cripta). Accanto a questi si osservano anche pitture di fiori, mentre per altri affreschi l’interpretazione risulta difficile a causa di un cattivo stato di conservazione.

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