Boom di turisti in una regione del Sud: è entrata nella top ten nazionale

E' quanto emerge dal Regional Tourism Reputation Index, l'indagine annuale Demoskopika sull'attrattività delle regioni italiane

Porto di Maratea


Non solo Puglia, Sicilia e Sardegna. Anche la Basilicata in questa strana stagione turistica è entrata nella top ten nazionale, recuperando due posizioni rispetto all’estate scorsa con il sorpasso di regioni come Lombardia e Piemonte. E’ quanto emerge dal Regional Tourism Reputation Index, l’indagine annuale Demoskopika sull’attrattività delle regioni italiane, pubblicata da un comunicato di APT Basilicata, l’Agenzia di Promozione Territoriale della Regione Basilicata.

Le previsioni fatte nel periodo di lockdown hanno rispecchiato le aspettative, con un avvio del turismo lento a inizio luglio, ma dalla riapertura delle strutture costiere, Maratea e il Metapontino hanno portato la regione meridionale verso il tutto esaurito nelle ultime settimane di agosto. Inoltre, l’info-point di Matera, solo nella prima metà del mese di agosto, ha registrato quasi duemila visitatori, con il 15% di stranieri.

In questo periodo di emergenza sanitaria la Basilicata ha dimostrato di essere una destinazione turistica sicura non solo per i suoi grandi spazi, ma anche per la responsabilità del governo regionale e di tutti i cittadini. Le statistiche sugli insight di Facebook attestano che il territorio lucano ha conquistato il terzo posto a livello nazionale per interazioni, dietro solo a Sicilia e Trentino. Con la riapertura di giugno, la campagna “Basilicata en plein air”, dedicata alla vacanza attiva e all’offerta ambiente-paesaggio-cultura, con i suoi messaggi mirati, ha selezionato un pubblico molto attento e responsabile.

Da questa indagine risulta che l’interesse verso Matera si conferma anche dopo il 2019. Nell’attesa del lancio di James Bond “No time to Die” nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, questi dati incoraggianti rappresentano un ottimo segnale per l’intercettazione di un tipo di turismo di fascia medio-alta, rispettoso dell’identità dei luoghi, con un’offerta “mare” che può crescere ancora di più, muovendosi in un’ottica di diversificazione, valorizzando i settori di trasporto turistico e le “filiere” (culturale, creativa e agroalimentare) e i patrimoni Unesco come la dieta mediterranea e la transumanza.