Coronavirus, al Sud avviato un super laboratorio: analizzerà 10mila tamponi al giorno

Un super laboratorio anti-Coronavirus che permetterà di scoprire in tempo record la positività o negatività dei tamponi. A Bari stanno per entrare in attività, al Policlinico, nuovi macchinari che ridurranno notevolmente i tempi di analisi, consentendo una diagnosi tempestiva. Finora, infatti, per ottenere l'esito del test molecolare erano necessarie circa 4-6 ore; con queste nuove strumentazioni, invece, il tutto sarà possibile in sole 2 ore. Nello specifico, serviranno 25 minuti per l'estrazione del campione e 1 ora e 10 minuti per l'amplificazione.

Il nuovo laboratorio, come scrive Repubblica, è completamente dedicato al Covid-19 e si trova al piano terra del complesso di Scienze Biomediche nel Policlinico. In quasi 250 metri quadri, messo a disposizione dall'Università di Bari, è completamente riqualificato e dotato di un impianto di aria condizionata a pressione negativa che assicura l'isolamento degli ambienti. Qui sono stati posizionati i nuovi macchinari: 8 estrattori in grado di processare contemporaneamente fino a 96 campioni, 2 liquid handling ad alta processività, un terzo in arrivo, e 9 amplificatori per real time Pcr, di cui 8 da 96 posizioni e uno da 384.

Tutti insieme garantiscono un'analisi fino a 10mila tamponi al giorno. Le attrezzature sono state acquistate dalla Regione. Il direttore del Policlinico, ai microfoni del quotidiano, ha spiegato che "il nuovo laboratorio ci consentirà di affrontare l’autunno e un’eventuale seconda ondata contando su una capacità di processare 10mila tamponi al giorno: si tratta, per capacità di analisi, di uno dei più grandi laboratori d’Italia e dell’unico al Sud”.

Qui, inoltre, si è aggiunto anche nuovo personale per l'emergenza Covid: 12 tecnici, 9 dirigenti biologi e medici, 4 assistenti sanitari. Insomma, al Sud si resta vigili e attenti alla situazione dei contagi, tenendo sotto controllo la situazione e sfruttando al massimo le potenzialità per contenere la diffusione del virus ed eventualmente per combattere una seconda ondata.