La rinoplastica moderna fu inventata al Sud: i primi a usarla furono due meridionali

Il Sud è patria di molte scoperte importanti, alcune davvero sorprendenti. Per esempio, sapevate che gli inventori della rinoplastica moderna erano meridionali? Innanzitutto, va specificato che la chirurgia estetica del naso, così come la conosciamo oggi, deriva da un passato molto lontana, quando la chirurgia di questo tipo non esisteva ancora, mentre c'erano già le prime forme di chirurgia “riparatrice o di guerra” (ossia quelle utilizzate per riparare alle mutilazioni subite in seguito a battaglie, torture o punizioni corporali).

I primi interventi di rinoplastica, anche se molto spartani, venivano eseguiti già nel 2000 a.C., nell'antica India, quando era praticata l'amputazione del naso. Ma la vera e propria rinoplastica, quella modernamente intesa, nacque intorno al 1500, quando si stava definendo un primo abbozzo di quella che sarebbe poi diventata la chirurgia odierna.

A testarla, per primi, furono due siciliani, appartenenti alla famiglia Branca, di Catania. Erano un padre e un figlio: Gustavo Branca praticava la rinoplastica secondo la tecnica di Celso, mentre suo figlio Antonio utilizzava un lembo dell'avambraccio del paziente, ossia il metodo Italiano per la ricostruzione del naso, del labbro e delle orecchie.

Successivamente, anche un'altra famiglia meridionale iniziò ad usare la tecnica di ricostruzione del naso: erano i Vianeo, i Moidia e i Boiano di Tropea in Calabria, allievi dei Branca. E' giusto specificare, però, che il fondatore della rinoplastica viene identificato nel medico italiano Gaspare Tagliacozzi, professore di anatomia e chirurgia a Bologna (1545-1599). Tagliacozzi scrisse il “De curtorum chirurgia per institionen” pubblicato a Venezia nel 1597, in cui descrisse un intervento per la ricostruzione del naso basato sull'utilizzo di lembi di pelle prelevati dalle braccia. Egli fu gravemente condannato dalla Chiesa e da alcuni scienziati dell'epoca e venne considerato un eretico per molti anni.

E' chiaro, comunque, che il Sud abbia avuto un ruolo decisivo anche in questa scoperta.