Coronavirus, niente maxi-contagio dopo i festeggiamenti della Coppa Italia a Napoli

Dopo due settimane, nessun maxi contagio derivato dai festeggiamenti di Napoli per la vittoria della Coppa Italia



Prima la trepidazione, poi la gioia e la festa per le strade. Dopo, le polemiche e la condanna di un comportamento che, secondo alcuni, avrebbero potuto vanificare gli sforzi di questi mesi e i progressi nell’emergenza Coronavirus. Le immagini della città di Napoli dopo la vittoria della Coppa Italia  ,lo scorso 17 giugno, avevano fatto il giro del mondo e ricevuto anche l’ammonizione dell’OMS.

Se ne parla ancora oggi, a distanza di due settimane, ma solo per constatare che – fortunatamente – non ci sono state conseguenze dopo quella notte. Come dimostra l’ultimo bollettino della Protezione Civile, diramato ieri, non c’è stato nessun maxi contagio dovuto agli assembramenti dei tifosi azzurri. Gli ultimi contagi in Campania sono infatti legati al focolaio di Mondragone che, dopo due giorni a zero contagi, ieri ha contato un unico positivo.

Eppure, il tempo trascorso è sufficiente per l’incubazione del virus, ma nessuno dei tifosi che ha festeggiato quella sera ha manifestato segni o sintomi d’infezione. Certo, è possibile anche ci sia qualche asintomatico, ma pur ammettendo questa possibilità, il risultato non cambia. I napoletani, quindi, sono usciti indenni da quella notte di grande gioia.

Questo, ovviamente, è segno del fatto che in Campania ormai il virus circoli davvero poco, e che le poche decine di positivi asintomatici probabilmente hanno una carica virale talmente bassa da non poter attivare dei focolai. Una possibilità che, già in quei giorni, aveva cavalcato l’epidemiologo pugliese Pier Luigi Lopalco.

Oggi, quindi, c’è una ragione in più per essere ottimisti, ma anche per non mollare la presa e tenere alta la guardia, non dimenticando che questo è il risultato del contenimento e della prevenzione portati avanti per molti, per cui è importante non vanificare gli sforzi. Se si continuerà ad avere precauzioni, senza per questo rinunciare alla vita sociale, pubblica e lavorativa, allora si potrà affrontare anche l’autunno con maggiore serenità.

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