Una 14enne guarisce dal tumore e regala mascherine a tutto il reparto

Un bellissimo gesto di solidarietà da parte di una giovane di Potenza che sa bene cosa significa la sofferenza



Sono due gli aspetti positivi che si possono comunque trovare nella tragedia di una pandemia mondiale che blocca tutto: l’ambiente che finalmente respira e la rete di solidarietà che solo una tragedia come questa riesce a mettere in moto.

Tanti i gesti di generosità che si stanno susseguendo da due mesi a questa parte: donazioni, volontariato, assistenza varia, ora anche film e opere d’arte. Tutte dimostrazioni di empatia, sensibilità, rispetto e condivisione del dolore.

Tra le iniziative di solidarietà più numerose ci sono certamente le raccolte: soprattutto fondi, generi alimentari e farmaci. Ma sono state tante anche le donazioni di due dei prodotti più richiesti in questo periodo storico: mascherine e gel disinfettante. Carichi di queste due “materie prime” hanno viaggiato da Nord a Sud da inizio emergenza, e continuano a farlo perché la richiesta è ovviamente ininterrotta.

E tra queste donazioni ce n’è una che ha fatto scaldare il cuore. A Potenza, infatti, una ragazzina di 14 anni, Myriam, ha regalato delle mascherine all’ospedale la Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo, in Puglia. Il suo è un messaggio speciale: “Ciao dottoressa, sono Myriam. So che è un momento difficile soprattutto per voi che state sempre in prima linea, per questo ho deciso di contribuire donandovi delle mascherine. Con affetto, vi pensiamo sempre”.

Le mascherine, in tessuto certificato monouso, come riporta Repubblica sono state realizzate da uno stilista che ha convertito la sua attività nella produzioni di dispositivi di protezione individuale. La 14enne ha deciso di donarle al reparto di Pediatria oncologica, dove lei stessa ha trascorso una parte della sua vita.

E proprio la clinica, attraverso un post su Facebook, ha voluto ringraziare la ragazza: “Myriam conosce bene l’importanza dell’uso delle mascherine e dell’isolamento ospedaliero: per lungo tempo ha combattuto la sua malattia in una delle coloratissime stanze della nostra pediatria oncologica e oggi, vittoriosa, ha voluto dare il suo contributo a quel reparto che l’ha accolta e curata per tanti anni”.

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