Coronavirus, al Sud testato farmaco al vino rosso: sta dando buoni risultati

In attesa del vaccino o di una cura specifica, negli ospedali d'Italia il Coronavirus si sta combattendo curando la sintomatologia del virus con farmaci testati di volta in volta. Uno dei più utilizzati - lo ricordiamo - è quello sperimentato a Napoli grazie all’eccellente collaborazione tra il Direttore della Uoc di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera dei Colli Vincenzo Montesarchio, il Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, Paolo Ascierto insieme al virologo Franco Buonaguro e alcuni medici cinesi.

Quel farmaco, il tocilizumab, solitamente utilizzato nella cura dell'artrite reumatoide, è stato somministrato inizialmente a due pazienti napoletani, per poi essere esteso al resto d'Italia ottenendo buoni risultati. Uno studio, infatti, ha evidenziato che il 70% dei pazienti ha mostrato dei miglioramenti. 

Ma il tocilizumab potrebbe essere presto affiancato da un altro farmaco, a base di Taurisolo. Quest'ultimo, infatti, si sta testando all'ospedale Monaldi di Napoli, come spiegato stamattina in collegamento con "Buongiorno Regione" dal professore Ettore Novellino del Dipartimento di Farmacia e dal direttore del dipartimento di Pneumologia Alessandro Sanduzzi Zamparelli.

I dottori hanno spiegato che attualmente si sta somministrando precocemente il Taurisolo ai casi accertati di Covid-19, sotto forma di aerosol.

Il Taurisolo è una sostanza ottenuta dal vino rosso, per cui paradossalmente (anche se è riduttivo dirlo in questo modo) la cura del virus potrebbe essere già nelle nostre case. Ma ovviamente i test continueranno e in caso di validità della cura ci saranno certamente comunicazioni ufficiali.

Infatti, proprio in queste settimane, sulla rivista Nature è stata pubblicata una ricerca dell'Università Federico II sul Resveratrolo, un fenolo non flavonoide e una fitoalessina che viene prodotta dalle piante, in grado di bloccare la replicazione del virus Mers, molto simile al Covid-19. I primi risultati sono stati incoraggianti, ma per l'utilizzo si attende l'Aifa (Agenzia del Farmaco Italiana).