giovedì, Ottobre 28, 2021
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Il rilancio del turismo dopo il Covid 19 al Sud Italia

Una soluzione pratica arriva da uno studio di un importante istituto di ricerche.

Nell'immediato futuro un settore che rischia di trovarsi in grande difficoltà a causa del Coronavirus sarà il turismo.

Una soluzione che si prospetta da più parti e, anche, nel Mezzogiorno d'Italia per ovviare alle probabili difficoltà è quella del turismo a km 0. In pratica, se gli abitanti delle regioni meridionali scegliessero di trascorrere le vacanze nelle regioni dove vivono, potrebbero offrire un grande aiuto a questo ambito dell'economia nostrana.

A dirlo è uno studio realizzato da Demoskopika, istituto di ricerche economiche e sociale che ha svolto un'indagine tenendo conto del T. a. tu. r. (Tasso appartenenza turistica regionale, stabilito in base al rapporto tra i turisti che villeggiano nella zona di residenza e totale dei vacanzieri nella stessa area) e sulla base dei dati relativi ai turisti identitari (gli italiani che rimangono nella regione di cui sono originari), nazionalisti (che restano nel nostro Paese) ed esterofili (che si spostano al di fuori dei confini nazionali).

Ad esempio, si è calcolato che se i cittadini della Calabria decidessero di soggiornare a Diamante, Scalea o Tropea, il comparto locale potrebbe contare su una spesa di ben 343 milioni di euro. In generale, si tratta di una soluzione che non dovrebbe scontentare i meridionali visto che le prime 3 regioni per "livello di appartenenza turistica" sono Sicilia (40,59%), Sardegna (29,06%) e Campania (26,63%). I numeri fanno riferimento alle stime del biennio 2017-2018.

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