Nella burrata il burro non c’è: allora perché si chiama così?

La burrata è uno degli alimenti pugliesi più amati: dall'esterno sembra una comune mozzarella, ma dentro ha un universo di bontà!



E’ uno dei prodotti più buoni del Sud, che fa leccare letteralmente i baffi. La burrata, protagonista della tradizione pugliese, ha un gusto inimitabile, dato dalla fusione di mozzarella e panna che creano un mix inconfondibile. Ma vi siete mai chiesti com’è nata?

La storia

Nonostante sia considerata un “classico”, essa in realtà ha origini molto recenti. Ad inventarla fu Lorenzo Bianchino, un casaro di una masseria del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, ad Andria. Bianchino nel 1965 ebbe un’idea brillante: recuperare il latte che rischiava di andare perduto a causa di una nevicata che bloccò i trasporti verso la città.

L’uomo, quindi, lavorò la panna che affiorava dal latte e creò (come si fa nella produzione del burro) un involucro con la pasta per la mozzarella, che all’interno doveva mantenere fresco il prodotto. Dentro, appunto, c’erano sia la panna che la pasta filata.

Questa invenzione fu molto apprezzata da chi poté assaggiarla e da allora viene prodotta regolarmente tutto l’anno. Il bello è che la burrata, dall’esterno, sembra una comune mozzarella, invece dentro ha un universo di bontà!

Come si può notare, la burrata non contiene burro, ma il suo nome è dovuto semplicemente alla similarità tra le due produzioni.

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