Paolo, il 22enne sardo malato di Sla che ha commosso Sanremo

La sua canzone "Io sto con Paolo" racconta il dramma della sua vita ma senza perdere quel pizzico di positività e speranza



E’ stato probabilmente il momento più emozionante della seconda serata del 70esimo Festival di Sanremo. Tra una canzone e l’altra degli artisti in gara, sul palco è salito anche Paolo Palumbo, un ragazzo sardo di 22 anni malato di Sla.

Paolo aveva partecipato alle selezioni per Sanremo Giovani, ma non essendo riuscito a superarle aveva però strappato ad Amadeus la promessa di salire ugualmente sul palco dell’Ariston per cantare la sua canzone.

“Io sto con Paolo”, questo il titolo del brano, racconta la sua storia con la malattia che gli ha cambiato la vita, costringendolo a passare le sue giornate su una sedie a rotelle speciale e attaccato ad un respiratore.

Il suo discorso, pronunciato attraverso un comunicatore vocale guidato con gli occhi, ha emozionato il pubblico, che alla fine gli ha dedicato una standing ovation.

“La mia non è la storia di un ragazzo sfortunato – le parole di Paolo – ma di un ragazzo che non si è arreso alle difficoltà e ha imparato a fine un punto d’appoggio sul quale costruire qualcosa di nuovo. Quando vi dicono che i vostri sogni non si possono realizzare, continuate dritti per la vostra strada seguendo il cuore perché i limiti sono solo dentro di noi. La vita non è una passeggiata e dovremmo fronteggiare le sfide che ci mette davanti con tutto l’entusiasmo possibile. Vi faccio una domanda: avete usato il vostro tempo nel migliore dei modi? Avete detto tutti i “ti voglio bene” che volevate dire? Avete cercato di fare il lavoro che sognavate per svegliarvi col sorriso? In questi ultimi anni ho imparato che il tempo che abbiamo a disposizione è poco e prezioso e dovremmo viverlo intensamente, riempiendolo di amore e di altruismo”.

Il testo di “Io sto con Paolo”

Nella vita di ognuno di noi c’è un sogno da realizzare
dicono però per avere ciò che vuoi devi lottare
non me la sento proprio di lasciarmi andare
perchè se esiste una speranza ci voglio provare

Mi chiamo paolo ed ho 22 anni e ho la sla
l’ho scoperto quattro anni fa
mi ha levato tutto tranne la vitalità
c’è chi mi giudica con troppa cattiveria
come se mi divertissi a star seduto tutto il giorno su una sedia

Il mio corpo è diventato una prigione
al di la delle sbarre ci arrivo usando gli occhi e l’immaginazione
vorrei camminare, mangiare, bere, parlare
guarire in fretta, una famiglia amici da baciare

Il percorso sarà lungo ma ce la farà promesso
nonostante la stanchezza che ogni giorno porto a presso
certe cose le capisci solo se le vivi
guardi il mondo da una finestra sperando che quel giorno arrivi

Faccio un rumore in silenzio perché ho un carattere
e do speranza ad ogni malato in lacrime
ho una madre, un padre che adoro
e un fratello che mi presta gambe e braccia e non mi lascia mai da solo

Sono la montagna che va da Maometto
pur restando disteso nel letto
per volare mi bastano gli occhi
quelle volte che il mondo sta stretto
sono la montagna che va da Maometto
pur restando disteso nel letto
per volare mi bastano gli occhi
quelle volte che il mondo si è spento

Sono la montagna che va da Maometto
pur restando disteso nel letto
per volare mi bastano gli occhi
quelle volte che il mondo sta stretto

Piacere sono Paolo
ho fretta di raccontare
scusatemi la voce
da casello autostradale
sognavo di fare lo chef ci sono riuscito
vedermi con la sedia a rotelle ti ha infastidito?

Questa malattia fa paura vista fuori
ho lottato pure quando ho perso i sapori
ho guidato un drone nel cielo
ho parlato al g8
e ora canto a Sanremo

Sono la montagna che va da Maometto
pur restando disteso nel letto
per volare mi bastano gli occhi
quelle volte che il mondo sta stretto
sono la montagna che va da Maometto
pur restando disteso nel letto
per volare mi bastano gli occhi
quelle volte che il mondo si è spento

Sono la montagna che va da Maometto
pur restando disteso nel letto
per volare mi bastano gli occhi
quelle volte che il mondo sta stretto

Nella vita di ognuno di noi c’è un sogno da realizzare
dicono però per ottenere ciò che vuoi devi lottare
non me la sento proprio di lasciarmi andare
perché se esiste una speranza ci voglio provare

Credo e recito il Rosario
ed è proprio lui a tenere lontano il mio sicario

Clicca qui per rivedere l’esibizione di Paolo.

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