La capitale della solidarietà è Napoli

L'ultima iniziativa in ordine di tempo è quella del pane sospeso, adottata pochi giorni prima di Natale da diversi panifici della provincia di Napoli, dove il fornaio, a fine giornata, lascia all'esterno del negozio tutto ciò che resta invenduto (cornetti, pane, pizze, panini). Si tratta non solo di aiutare chi non può permettersi neppure un pezzo di pane, ma anche di evitare lo spreco di cibo. C'è da dire, comunque, che l'iniziativa si è diffusa molto velocemente anche nel resto d'Italia.

Prima del pane sospeso c'è stato il dono sospeso. A ridosso delle festività natalizie, in molte zone del Napoletano sono state organizzate delle raccolte di giocattoli in vari punti vendita: chiunque volesse ha comprato un giocattolo "sospeso" che poi è andato in beneficenza ai bimbi meno fortunati.

Ma l'idea originaria che ha fatto da apripista a tutte le altre è quella del caffè sospeso, nata a Napoli durante la seconda guerra mondiale, quando i più ricchi pagavano alla cassa il proprio caffè più un altro da lasciare in sospeso a chi lo chiedeva e non poteva pagarlo.

Il caffè sospeso è un'idea rilanciata in tante altre città d'Italia e del mondo (in Spagna e Francia molti bar sono rimasti affascinati dall'iniziativa), ma è comunque Napoli ad essersi fatta promotrice del gesto.

A Napoli (così come in altre città esistono altre splendide qualità che caratterizzano chi le abita) la generosità è un tratto distintivo, un vero e proprio modo d'essere e non solo di comportarsi. I napoletani sono naturalmente solidali e agiscono sempre in maniera conforme a questa loro peculiarità.