domenica, Maggio 29, 2022
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La faglia di Oratino: storia della principale tradizione natalizia del Molise

Scopri la suggestiva tradizione della Faglia di Oratino, che si svolge ogni Vigilia di Natale

Il Molise è una regione ricca di tradizioni. Diverse tra queste riguardano il Natale. Una delle più suggestive è quella della faglia di Oratino, piccolo borgo in provincia di Campobasso.

La faglia è una consuetudine relativa al culto del fuoco, così com'è per la 'ndocciata di Agnone. Quest'ultima si tiene l'8 e il 24 dicembre e consiste in una sfilata di gigantesche torce, fatte con legno di abete. Invece, la faglia si svolge solo la sera della Vigilia di Natale, quando un enorme "cero" è incendiato, così da indicare il cammino spirituale ai fedeli.

La faglia di Oratino, significato e cerimonia

Celebrazione del fuoco e della nascita di Gesù Bambino, aspetto, quest'ultimo che le fornisce un preciso significato religioso, la faglia ha origini contandine. Tuttavia, mentre durante la ‘ndocciata, le fiaccole sono numerose, in occasione della faglia si costruisce una grande torcia, formata di canne secche dell'altezza di quasi 13 metri. Questa è portata a spalla dall’ingresso del paese fino alla Chiesa Madre Santa Maria Assunta in Cielo e incendiata. Il 24 sera, divisi in 2 file, 40 uomini la trasportano e, poi, la issano.

Oratino, Chiesa Madre Santa Maria Assunta in Cielo

L'organizzazione della faglia

La faglia è tra le tradizioni più antiche del Natale molisano. La sua organizzazione è molto complessa. Negli anni passati richiedeva tempo la ricerca delle canne, che, spesso, erano sottratte di nascosto ai proprietari. La costruzione del "cero" gigante consiste nel battere le canne, avvolgerle in cerchi di legno e formare un cilindro. Il tutto avviene tramite lavoro comunitario e dato che si svolge nelle notti di dicembre, ci si riscalda con vino zuccherato. Tra gli strumenti che si usano, degno di nota è il "partiell", attrezzo tipico che permette di comprimere le canne.

Differenze con il passato

Un tempo, il sollevamento avveniva con scale e corde di canapa, oggi, invece, con corde d'acciaio. Altra differenza con il passato, l'uso odierno di canne verdi. Lungo il tragitto è fondamentale il ruolo del capofaglia, in piedi sulla torcia. Il suo compito era prendere in giro coloro i quali avevano subito il furto delle canne mentre, di questi tempi, che le canne sono donate, tale figura esprime dei ringraziamenti. La processione che giunge alla chiesa è preceduta da una banda, che suona una marcia popolare.

Foto da Instragram. Credits: movie_gio

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