giovedì, Luglio 29, 2021
HomeNewsL’Albergo dei Poveri è il palazzo monumentale più grande d’Europa

L’Albergo dei Poveri è il palazzo monumentale più grande d’Europa

Il Real Albergo dei Poveri riusciva ad accogliere circa otto mila persone. Per loro erano previsti percorsi di formazione veri e propri per poterli aiutare a trovare un lavoro e uscire dalla stato di povertà.

Tra i primati del Regno delle due Sicilie, voluti fortemente dai Borbone, possiamo parlare del Real Albergo dei Poveri, un enorme edificio monumentale voluto da Carlo III di Borbone, nel 1751, per ospitare in un unico luogo i poveri, gli orfani e i mendicanti del regno, ma soprattutto i veterani tornati mutilati dalle guerre a servizio del Regno (categoria che stava molto a cuore al re).

L'edificio, noto anche come Palazzo Fuga, ‘o Reclusorio e ‘o Serraglio, era stato disegnato dall'architetto Ferdinando Fuga, ha il primato di essere il più grande palazzo monumentale d’Europa, nonostante, non sia stato completato rispetto al progetto iniziale.

Elencare i numeri del palazzo fanno girare la testa e fanno capire il motivo di questo primato:

  • la facciata è lunga oltre 350 metri,
  • i corridoi sono lunghi 9 km,
  • le stanze sono più di 430 distribuite su 4 livelli,
  • la sala più maestosa è alta 8 metri,
  • la superficie utile totale è di 100.000 metri quadrati.

Tanta grandezza è simbolo della "pietà illuminata" dei Borbone che hanno voluto accogliere in un palazzo così importante la popolazione più povera del Regno. Il Real Albergo dei Poveri riusciva ad accogliere circa otto mila persone, suddivisi per sesso ed età. Per loro erano previsti percorsi di formazione veri e propri per poterli aiutare a trovare un lavoro e uscire dalla stato di povertà.

Inoltre, nell'area destinata ai minori, c'erano due giardini, due palestre, una scuola elementare, una scuola di psicotecnica, vaste e comode camerate, un refettorio con cucina, un'officina, un laboratorio artigianale e un'infermeria.

Questo intervento di aiuto, assistenza e formazione messo a punto dal Regno borbonico a favore dei più poveri doveva trasformare Napoli in una città sul modello rinascimentale.

Albergo dei Poveri esempio di Welfare del passato

Negli anni l'Albergo dei Poveri ha avuto diverse funzioni senza mai dimenticare il suo approccio caritatevole a supporto dei meno fortunati. Infatti ha ospitato: scuola di musica, centro di correzione giovanile, scuola per sordomuti, carcere e manicomio, accoglienza diseredati, accoglienza donne perdute.

I programmi di reinserimento dei poveri nella società erano divisi per sesso. Gli uomini studiavano la grammatica, la matematica, la musica, il disegno e apprendevano mestieri manuali come il sarto, lo stampatore, il calzolaio, il tessitore e il meccanico. Le donne invece studiavano e venivano formate nel settore della tessitura e della sartoria.

Ovviamente un'opera così grande aveva dei costi ingenti non solo per la costruzione iniziale dell'edificio ma anche per sostenere le spese di vitto di tutti gli ospiti e per garantir loro una formazione adeguata. Le spese sono state sostenute da Carlo III, dalla regina Maria Amalia (che donò i suoi gioielli per contribuire), il popolo napoletano con le donazioni e gli enti religiosi che hanno offerto numerose proprietà ecclesiastiche.

È un grande peccato pensare però che oggi l'Albergo dei Poveri è in stato di abbandono. Sono numerose le notizie che si susseguono negli anni e che prevedono una riqualificazione della struttura per riportarla agli antichi fasti. Ma la burocrazia e la mancanza di accordi e di fondi porta ad un immobilismo difficili da accettare. L'Albergo dei Poveri merita di tornare al suo splendore e alla sua originaria funzione sociale.

LEGGI ANCHE...